Pochi giorni fa si è concluso la ventunesima edizione del Marc di Genova. Per chi non lo sapesse, si tratta di un evento presso la Fiera di Genova in cui si possono trovare molti prodotti elettronici a prezzi vantaggiosi. Forse troppo?
Noi, appassionati di informatica, non potevamo mancare. Tutto ciò che state per leggere sono le considerazioni dell’autore di questo articolo, quindi se in futuro volete andare a questa fiera non prendete solo la mia esperienza come esempio.

Ma torniamo al punto. Le aspettative erano molte, poter tornare a casa con qualche gingillo preso a basso costo fa gola a molti.

L’evento durava solo due giorni, e il prezzo del biglietto di entrata, valido per un solo giorno, è di 8€. Il salone era parecchio grande, si potevano trovare espositori di ogni tipo: aeroplanini radiocomandati, computer portatili, telefoni, giochi, gadget, cover per telefoni, componenti per il computer, pezzi meccanici, penne USB, connettori e quant’altro. Tutto molto bello, ma la qualità?

Premetto che è la prima volta che vado al Marc, nonostante ci sia da molti anni ed abiti a Genova. Appena entrati si viene letteralmente bombardati da luci, elicotteri radiocomandati, bancarelle, cover e penne USB. Praticamente ogni espositore aveva queste cose.

Purtroppo come dicevo prima è la qualità che lascia riflettere. Vogliamo parlare di un controller per Playstation 3 marchiato Fony? Tra i telefoni esposti “di questa epoca” quelli originali erano veramente pochi. Quasi tutti erano copie made in China, di scarsa qualità o già rotti in partenza. Tra i prodotti originali si trovano invece iPhone abbastanza recenti dal prezzo tanto ridotto da guardarli con sospetto, o a prezzo pieno che si fa prima a comprarli in un negozio vero.

Nel reparto computer invece si trovano portatili costruiti per Windows ME (datato quindi 2000 o poco più) venduti a quasi a 300€, o altre macchine non troppo recenti.

C’era anche un angolino buio e sperduto, con in vendita pezzi usati, rotti o non testati a poche manciate di euro. Addirittura qualcuno regalava lettori CD rotti (o per lo più non funzionanti bene) ai primi che passavano. Complessivamente ne ho portati a casa cinque, poi mi sono fermato perché la cosa iniziava ad essere imbarazzante. Ma questo è un altro discorso.

Comunque, in questo angolino si poteva trovare praticamente di tutto e, alla fine, è stata la parte più interessante. Playstation 1 a 5€, lettori CD regalati, HardDisk a 5€ (tra cui, a detta del venditore, uno era anche da 500GB, ma non l’ho visto) e tanto, troppo, altro.

Paragrafo a parte destinato invece al mercato delle Cover per telefoni. Alcuni ben esposti, altri in vendita multipla perché (e cito testualmente la persona che li vendeva) “così se li rubano tutti gli corro dietro e gli tiro due schiaffi”, altri ammassati in una scatola che appena toccavi per vederli meglio ti ringhiavano addosso. O quasi.

Comunque io ho comprato solo una cosa, e me ne sono in parte pentito. Non avendo visto niente di utile, di buona qualità, o per cui ne sia valsa la pensa sprecare 8€ per il biglietto, ho deciso di prendere una cosa inutile. Non l’avessi mai fatto. Nel dettaglio ho preso degli altoparlanti con acqua danzante. Bellissimo in esposizione, nella mia mente fantastico vicino al Computer, un disastro appena tornato a casa. Al primo tentativo una cassa era morta e non sembrava dare segni di vita, provandolo ad aprire noto che era già stato manomesso, io concludo l’opera e involontariamente rompo la porta USB. Fantastico. Torno l’indomani, Domenica, per farmelo cambiare. Con 15 minuti contati per cambiare il prodotto, torno all’espositore, il tizio dice una o due parole – nemmeno riferite a me – e me lo cambia. Torno a casa, funziona. Poi noto che perde acqua. Dopo qualche santo tirato giù dal Paradiso, decido di aprire e vedere dove perde. Inietto un po’ di acqua, sillicone per non far passare, chiudo e rimango con un filo in mano (ancora non ho capito da dove si sia staccato). Il risultato? Una cassa da cui non esce audio, con acqua che sembra oleosa (non so che diavolo di sostanza ci abbiano messo dentro) e che per farmelo cambiare ormai dovrei andare dal negozio del rivenditore. A Milano.

Quindi, in breve: all’ordine del giorno vi erano elicotteri radiocomandati, cover, gingilli, computer scadenti, telefoni tarocchi, una scarsa cordialità, lattine di cola a 3€, penne USB, ancora cover, elicotteri che cadono in testa alle persone perché qualcuno ne perde il controllo e altoparlanti che era meglio non prendere. Una giornata spesa bene.

Pochi giorni fa si è concluso la ventunesima edizione del Marc di Genova. Per chi non lo sapesse, si tratta di un evento presso la Fiera di Genova in cui si possono trovare molti prodotti elettronici a prezzi vantaggiosi. Forse troppo?
Noi, appassionati di informatica, non potevamo mancare. Tutto ciò che state per leggere sono le considerazioni dell’autore di questo articolo, quindi se in futuro volete andare a questa fiera non prendete solo la mia esperienza come esempio.

Ma torniamo al punto. Le aspettative erano molte, poter tornare a casa con qualche gingillo preso a basso costo fa gola a molti.

L’evento durava solo due giorni, e il prezzo del biglietto di entrata, valido per un solo giorno, è di 8€. Il salone era parecchio grande, si potevano trovare espositori di ogni tipo: aeroplanini radiocomandati, computer portatili, telefoni, giochi, gadget, cover per telefoni, componenti per il computer, pezzi meccanici, penne USB, connettori e quant’altro. Tutto molto bello, ma la qualità?

Premetto che è la prima volta che vado al Marc, nonostante ci sia da molti anni ed abiti a Genova. Appena entrati si viene letteralmente bombardati da luci, elicotteri radiocomandati, bancarelle, cover e penne USB. Praticamente ogni espositore aveva queste cose.

Purtroppo come dicevo prima è la qualità che lascia riflettere. Vogliamo parlare di un controller per Playstation 3 marchiato Fony? Tra i telefoni esposti “di questa epoca” quelli originali erano veramente pochi. Quasi tutti erano copie made in China, di scarsa qualità o già rotti in partenza. Tra i prodotti originali si trovano invece iPhone abbastanza recenti dal prezzo tanto ridotto da guardarli con sospetto, o a prezzo pieno che si fa prima a comprarli in un negozio vero.

Nel reparto computer invece si trovano portatili costruiti per Windows ME (datato quindi 2000 o poco più) venduti a quasi a 300€, o altre macchine non troppo recenti.

C’era anche un angolino buio e sperduto, con in vendita pezzi usati, rotti o non testati a poche manciate di euro. Addirittura qualcuno regalava lettori CD rotti (o per lo più non funzionanti bene) ai primi che passavano. Complessivamente ne ho portati a casa cinque, poi mi sono fermato perché la cosa iniziava ad essere imbarazzante. Ma questo è un altro discorso.

Comunque, in questo angolino si poteva trovare praticamente di tutto e, alla fine, è stata la parte più interessante. Playstation 1 a 5€, lettori CD regalati, HardDisk a 5€ (tra cui, a detta del venditore, uno era anche da 500GB, ma non l’ho visto) e tanto, troppo, altro.

Paragrafo a parte destinato invece al mercato delle Cover per telefoni. Alcuni ben esposti, altri in vendita multipla perché (e cito testualmente la persona che li vendeva) “così se li rubano tutti gli corro dietro e gli tiro due schiaffi”, altri ammassati in una scatola che appena toccavi per vederli meglio ti ringhiavano addosso. O quasi.

Comunque io ho comprato solo una cosa, e me ne sono in parte pentito. Non avendo visto niente di utile, di buona qualità, o per cui ne sia valsa la pensa sprecare 8€ per il biglietto, ho deciso di prendere una cosa inutile. Non l’avessi mai fatto. Nel dettaglio ho preso degli altoparlanti con acqua danzante. Bellissimo in esposizione, nella mia mente fantastico vicino al Computer, un disastro appena tornato a casa. Al primo tentativo una cassa era morta e non sembrava dare segni di vita, provandolo ad aprire noto che era già stato manomesso, io concludo l’opera e involontariamente rompo la porta USB. Fantastico. Torno l’indomani, Domenica, per farmelo cambiare. Con 15 minuti contati per cambiare il prodotto, torno all’espositore, il tizio dice una o due parole – nemmeno riferite a me – e me lo cambia. Torno a casa, funziona. Poi noto che perde acqua. Dopo qualche santo tirato giù dal Paradiso, decido di aprire e vedere dove perde. Inietto un po’ di acqua, sillicone per non far passare, chiudo e rimango con un filo in mano (ancora non ho capito da dove si sia staccato). Il risultato? Una cassa da cui non esce audio, con acqua che sembra oleosa (non so che diavolo di sostanza ci abbiano messo dentro) e che per farmelo cambiare ormai dovrei andare dal negozio del rivenditore. A Milano.

Quindi, in breve: all’ordine del giorno vi erano elicotteri radiocomandati, cover, gingilli, computer scadenti, telefoni tarocchi, una scarsa cordialità, lattine di cola a 3€, penne USB, ancora cover, elicotteri che cadono in testa alle persone perché qualcuno ne perde il controllo e altoparlanti che era meglio non prendere. Una giornata spesa bene.

Genova e il 21esimo Marc di Primavera 2014

Danilo Civati

Danilo Civati

Nato a Genova, è appassionato di informatica, di cui svolge ancora gli studi, e fotografia. Fondatore del sito e scrittore principale di notizie e articoli, talvolta non manca lo spazio anche per scrivere qualche Software.

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