Tempo fa, avevamo recensito ReactOS, un sistema operativo totalmente open Source che voleva riprendere il mondo Windows partendo da zero. Sono passati 4 anni dall’ultima recensione, le cose sono cambiate sia da noi che da loro. Vediamo se in questo tempo ReactOS è migliorato, riprendendo i punti che avevamo lasciato nella vecchia recensione e prendendone altri. La nostra prova si svolgerà sempre in macchina virtuale; la versione provata è la 0.4.1.

Iniziato ad essere sviluppato ben 17 anni fa, ReactOS dovrebbe aver raggiunto ormai uno stadio sufficientemente maturo per essere usato come sistema operativo non più da test, ma da lavoro. Iniziamo a scaricarla: il sito ci propone una BootCD per installarla e una LiveCD. Poiché useremo una macchina virtuale, procedo con il Download della versione BootCD.

Ci rivediamo ancora…

Il punto dolente dell’installazione di ReactOS, come visto nella precedente recensione, era l’impossibilità di procedere con il Setup se la macchina possedeva 512 MB di RAM. Avviamo VirtualBox, montiamo l’ISO da 120MB e procediamo.

Veniamo accolti da un’interfaccia vecchia scuola, sempre nello stile dei vecchi setup di Windows, con una selezione della lingua. Una volta scelto Italiano, procediamo con l’installazione. Non si può fare a meno di notare la totale mancanza a file system moderni, supportando solo l’obsoleto FAT. Una mancanza parecchio grave, che già si era verificata nella nostra precedente recensione.

reactos-installer

Dopo una serie di passi semplici che consistono nel premere ripetutamente INVIO, viene proposta l’installazione del Bootmanager (MBR, VBR… e l’installazione del Bootloader su un disco Floppy). Il sistema si riavvia e si procede con l’installazione grafica.

reactos-setup2

Da qui in poi tutto fila liscio, il che mi rende contento del fatto che è stato implementato il supporto ai sistemi con più di 512MB di RAM. Evviva!

Al primo avvio ritorna il messaggio minaccioso a cui ero abituato nella precedente recensione, solo questa volta troncato:

ATTENZIONE! INSTALLARE UN DISPOSITIVO PERSONALIZZATO PUO’ BLOCCARE IL COMPUTER O

E così come 4 anni fa, l’installazione fallisce, ma a nessuno sembra importare.

reactos-ciao

Il mio nuovo sistema operativo

Giunti nel Desktop, non noto nessuna differenza rispetto al passato, eccetto per la mancanza dello sfondo, il cestino che adesso è vuoto e le icone nel vassoio di sistema che spariscono quando il menù di Avvio è aperto.

reactos-desktop

Apro il pannello di controllo e gioco un po’ con le impostazioni. E’ stato aggiunto un supporto ai temi e ad un motore grafico 3D capace di supportare semplici screensaver e giochi di base, ma siamo ancora lontani dal pieno supporto 3D, complice anche la mancanza di driver grafici. Il nuovo tema dona a ReactOS una grafica leggermente migliore, ma che comunque pare non essere ancora ultimato.

reactos-themes

L’Explorer abbandona finalmente il metodo di finestra-nella-finestra, adottando l’approccio a finestra singola di Windows. Non esiste però il supporto alle schede, ma per il resto funziona come dovrebbe senza intoppi.

Installiamo nuove applicazioni

Cercando di vedere come funziona Internet, mi imbatto in Wine Internet Explorer, che già funziona male sui sistemi Linux reali, qui invece si blocca ad ogni pagina che si cerca di caricare. Apro quindi il Software Center di ReactOS, che adesso, oltre al sempre presente Firefox 3, include anche una versione più recente, la 45 (al momento siamo alla 47) e Opera. Installo Firefox.

reactos-repository

La procedura di installazione è la stessa di Windows (di fatto, viene scaricato lo stesso eseguibile). Funziona velocemente, il problema è ancora la gestione delle pagine, dovuta probabilmente al supporto non troppo brillante di Wine Gecko. Cercando di caricare il nostro sito, la pagina viene caricata con Font mancanti e vari tipi di glitch grafici, rendendo difficile la navigazione coi siti che sfruttano le più moderne tecnologie.

reactos-firefox

Provo ad installare Opera, e nell’attesa esploro l’unità C: di ReactOS. Non posso fare a meno di notare un certo Fraginator, con il compito di deframmentare l’unità disco rigido. Tuttavia, nonostante l’irresistibile aria da macho, non è in grado di svolgere il suo unico compito, lasciandoci con un errore anche solo per l’analisi. Defrag, baby! Ma non oggi.

reactos-fraginator

Nel frattempo l’installazione di Opera si è bloccata, quindi provo a scaricare Google Chrome da Firefox. Il sistema viene riconosciuto su Internet come un sistema Windows, quindi scarica l’eseguibile per il sistema operativo di casa Microsoft, tuttavia Firefox non è in grado di aprire l’interfaccia per il Download Manager. Avvio l’installer di Chrome manualmente, il che porta ad un blocco temporaneo (durato circa 2 minuti) dell’intero sistema. L’installer non va oltre alla fase di connessione ad Internet.

reactos-chrome

Supporto ai giochi?

Interessante il fatto che sembra essere integrato un clone delle DirectX, chiamate con molta fantasia ReactX. Viene proposto un modulo per la gestione delle DirectX e la verifica di alcuni componenti. Mentre le DirectDraw di base sembrano funzionare, seppur rallentate e con alcuni problemi grafici, le Direct3D si rifutano di partire, lasciandoci con un amaro Test Fallito.

reactos-directx

Le altre schede presenti nella diagnostica di React/DirectX sono ancora totalmente vuote.

Abbastanza discreta invece la capacità di riprodurre video tramite HTML5, nonostante qualche scatto al minimo movimento del cursore e l’assenza totale dell’audio. Non so se questo merito è da attribuire a Firefox o al sistema operativo, poiché il sistema non è in grado di riprodurre file MP4 o qualunque altro tipo di file multimediale che non sia AVI o MIDI. Sognatevi quindi di riprodurre la vostra collezione di MP3: nativamente, ReactOS non ne è in grado.

In conclusione

reactos

Non ho provato ad eseguire giochi su ReactOS, le prove con il DirectX mi sono bastate per capire che il sistema non è ancora maturo per eseguire operazioni di base, ancor meno per giocare. Non mi sono addentrato nelle profondità del sistema in sè, ma quel che è stato provato in questo articolo è praticamente tutto ciò che ReactOS ha da offrire: un sistema instabile, povero di applicazioni e per ora inutile da usare al di fuori di una macchina virtuale. La situazione non si è smossa particolarmente da quanto visto nella precedente recensione, ma nonostante tutto i miglioramenti iniziano a vedersi. Bisogna dire però che il suo periodo di sviluppo è troppo lungo: 17 anni sono eccessivi per qualsiasi progetto, e ReactOS lascia quest’aria di vecchio, anche se il progetto deve ancora essere ultimato. Il supporto con Wine non è ancora sufficiente per eseguire le nuove applicazioni che escono ogni giorno, e se nei sistemi operativi “reali” Linux si può colmare questa mancanza con alternative open Source o workaround di varia natura, qui è semplicemente impossibile, poiché il sistema offre solo la possibilità di eseguire applicazioni Windows.

Ovviamente non tutto è da buttare, gli sviluppatori continuano senza sosta il lavoro su questo sistema operativo, ma sicuramente mi aspettavo di più in questi anni in cui non avevo più toccato questo sistema. Buon proseguimento di lavori, quindi, continuerò a tenere d’occhio il progetto.

Tempo fa, avevamo recensito ReactOS, un sistema operativo totalmente open Source che voleva riprendere il mondo Windows partendo da zero. Sono passati 4 anni dall’ultima recensione, le cose sono cambiate sia da noi che da loro. Vediamo se in questo tempo ReactOS è migliorato, riprendendo i punti che avevamo lasciato nella vecchia recensione e prendendone altri. La nostra prova si svolgerà sempre in macchina virtuale; la versione provata è la 0.4.1.

Iniziato ad essere sviluppato ben 17 anni fa, ReactOS dovrebbe aver raggiunto ormai uno stadio sufficientemente maturo per essere usato come sistema operativo non più da test, ma da lavoro. Iniziamo a scaricarla: il sito ci propone una BootCD per installarla e una LiveCD. Poiché useremo una macchina virtuale, procedo con il Download della versione BootCD.

Ci rivediamo ancora…

Il punto dolente dell’installazione di ReactOS, come visto nella precedente recensione, era l’impossibilità di procedere con il Setup se la macchina possedeva 512 MB di RAM. Avviamo VirtualBox, montiamo l’ISO da 120MB e procediamo.

Veniamo accolti da un’interfaccia vecchia scuola, sempre nello stile dei vecchi setup di Windows, con una selezione della lingua. Una volta scelto Italiano, procediamo con l’installazione. Non si può fare a meno di notare la totale mancanza a file system moderni, supportando solo l’obsoleto FAT. Una mancanza parecchio grave, che già si era verificata nella nostra precedente recensione.

reactos-installer

Dopo una serie di passi semplici che consistono nel premere ripetutamente INVIO, viene proposta l’installazione del Bootmanager (MBR, VBR… e l’installazione del Bootloader su un disco Floppy). Il sistema si riavvia e si procede con l’installazione grafica.

reactos-setup2

Da qui in poi tutto fila liscio, il che mi rende contento del fatto che è stato implementato il supporto ai sistemi con più di 512MB di RAM. Evviva!

Al primo avvio ritorna il messaggio minaccioso a cui ero abituato nella precedente recensione, solo questa volta troncato:

ATTENZIONE! INSTALLARE UN DISPOSITIVO PERSONALIZZATO PUO’ BLOCCARE IL COMPUTER O

E così come 4 anni fa, l’installazione fallisce, ma a nessuno sembra importare.

reactos-ciao

Il mio nuovo sistema operativo

Giunti nel Desktop, non noto nessuna differenza rispetto al passato, eccetto per la mancanza dello sfondo, il cestino che adesso è vuoto e le icone nel vassoio di sistema che spariscono quando il menù di Avvio è aperto.

reactos-desktop

Apro il pannello di controllo e gioco un po’ con le impostazioni. E’ stato aggiunto un supporto ai temi e ad un motore grafico 3D capace di supportare semplici screensaver e giochi di base, ma siamo ancora lontani dal pieno supporto 3D, complice anche la mancanza di driver grafici. Il nuovo tema dona a ReactOS una grafica leggermente migliore, ma che comunque pare non essere ancora ultimato.

reactos-themes

L’Explorer abbandona finalmente il metodo di finestra-nella-finestra, adottando l’approccio a finestra singola di Windows. Non esiste però il supporto alle schede, ma per il resto funziona come dovrebbe senza intoppi.

Installiamo nuove applicazioni

Cercando di vedere come funziona Internet, mi imbatto in Wine Internet Explorer, che già funziona male sui sistemi Linux reali, qui invece si blocca ad ogni pagina che si cerca di caricare. Apro quindi il Software Center di ReactOS, che adesso, oltre al sempre presente Firefox 3, include anche una versione più recente, la 45 (al momento siamo alla 47) e Opera. Installo Firefox.

reactos-repository

La procedura di installazione è la stessa di Windows (di fatto, viene scaricato lo stesso eseguibile). Funziona velocemente, il problema è ancora la gestione delle pagine, dovuta probabilmente al supporto non troppo brillante di Wine Gecko. Cercando di caricare il nostro sito, la pagina viene caricata con Font mancanti e vari tipi di glitch grafici, rendendo difficile la navigazione coi siti che sfruttano le più moderne tecnologie.

reactos-firefox

Provo ad installare Opera, e nell’attesa esploro l’unità C: di ReactOS. Non posso fare a meno di notare un certo Fraginator, con il compito di deframmentare l’unità disco rigido. Tuttavia, nonostante l’irresistibile aria da macho, non è in grado di svolgere il suo unico compito, lasciandoci con un errore anche solo per l’analisi. Defrag, baby! Ma non oggi.

reactos-fraginator

Nel frattempo l’installazione di Opera si è bloccata, quindi provo a scaricare Google Chrome da Firefox. Il sistema viene riconosciuto su Internet come un sistema Windows, quindi scarica l’eseguibile per il sistema operativo di casa Microsoft, tuttavia Firefox non è in grado di aprire l’interfaccia per il Download Manager. Avvio l’installer di Chrome manualmente, il che porta ad un blocco temporaneo (durato circa 2 minuti) dell’intero sistema. L’installer non va oltre alla fase di connessione ad Internet.

reactos-chrome

Supporto ai giochi?

Interessante il fatto che sembra essere integrato un clone delle DirectX, chiamate con molta fantasia ReactX. Viene proposto un modulo per la gestione delle DirectX e la verifica di alcuni componenti. Mentre le DirectDraw di base sembrano funzionare, seppur rallentate e con alcuni problemi grafici, le Direct3D si rifutano di partire, lasciandoci con un amaro Test Fallito.

reactos-directx

Le altre schede presenti nella diagnostica di React/DirectX sono ancora totalmente vuote.

Abbastanza discreta invece la capacità di riprodurre video tramite HTML5, nonostante qualche scatto al minimo movimento del cursore e l’assenza totale dell’audio. Non so se questo merito è da attribuire a Firefox o al sistema operativo, poiché il sistema non è in grado di riprodurre file MP4 o qualunque altro tipo di file multimediale che non sia AVI o MIDI. Sognatevi quindi di riprodurre la vostra collezione di MP3: nativamente, ReactOS non ne è in grado.

In conclusione

reactos

Non ho provato ad eseguire giochi su ReactOS, le prove con il DirectX mi sono bastate per capire che il sistema non è ancora maturo per eseguire operazioni di base, ancor meno per giocare. Non mi sono addentrato nelle profondità del sistema in sè, ma quel che è stato provato in questo articolo è praticamente tutto ciò che ReactOS ha da offrire: un sistema instabile, povero di applicazioni e per ora inutile da usare al di fuori di una macchina virtuale. La situazione non si è smossa particolarmente da quanto visto nella precedente recensione, ma nonostante tutto i miglioramenti iniziano a vedersi. Bisogna dire però che il suo periodo di sviluppo è troppo lungo: 17 anni sono eccessivi per qualsiasi progetto, e ReactOS lascia quest’aria di vecchio, anche se il progetto deve ancora essere ultimato. Il supporto con Wine non è ancora sufficiente per eseguire le nuove applicazioni che escono ogni giorno, e se nei sistemi operativi “reali” Linux si può colmare questa mancanza con alternative open Source o workaround di varia natura, qui è semplicemente impossibile, poiché il sistema offre solo la possibilità di eseguire applicazioni Windows.

Ovviamente non tutto è da buttare, gli sviluppatori continuano senza sosta il lavoro su questo sistema operativo, ma sicuramente mi aspettavo di più in questi anni in cui non avevo più toccato questo sistema. Buon proseguimento di lavori, quindi, continuerò a tenere d’occhio il progetto.

Recensione di ReactOS, il Windows Open Source: è migliorato?

Danilo Civati

Danilo Civati

Nato a Genova, è appassionato di informatica, di cui svolge ancora gli studi, e fotografia. Fondatore del sito e scrittore principale di notizie e articoli, talvolta non manca lo spazio anche per scrivere qualche Software.

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