A distanza di pochi giorni dalla fine della Closed-Beta (di cui siamo siamo stati tra i pochi fortunati a provarla) ci pronunciamo riguardo a The Division, disponibile per il preordine anche su Amazon: l’ultimo gioco ancora in forno della saga di Tom Clancy’s.

Innanzitutto per chi non lo conoscesse, The Division è uno sparatutto in terza persona, con utenza mondiale unita in un unico server o pochi sotto server, solitamente divisi per posizione del giocatore Open World ambientato a New York dominata dal Caos a causa di un epidemia diffusa durante il “Black friday” che ha causato milioni di morti. Voi siete un membro della SHD (Strategic Homeland Division) incaricata di riportare in ordine New York e scoprire chi ha causato il virus.

Solo la beta del gioco pesa 21 GigaByte e conteneva una piccolissima parte del gioco, quindi suppongo che il peso finale del gioco sia molto maggiore, augurandoci sia pieno di nuovi contenuti.

Premettiamo che un nostro terminale, era provvisto di un Intel Core I3- 3230T da 2.8 GHz e una Asus NVidia GTX 970 STRIX  mentre The Division richiede come minimo un Intel Core I5, nonostante ciò il gioco girava con tutti i dettagli al massimo a 85-75 FPS senza cali di prestazioni.

Il gioco inizia con la schermata per la creazione del personaggio, molto ridotta all’osso per via della beta anche se le opzioni lasciano intravedere grandi possibilità di personalizzazione. Il gioco ci presenta un piccolo video di introduzione e di trucchi per ambientarsi e sopravvivere nel mondo di gioco, subito dopo ci butta nella mischia in una zona neutra con tutti gli altri giocatori. Una volta usciti dal campo di inizio il gioco diventa SinglePlayer a meno che non si sia in Cooperativa con uno più amici in party. La grafica non sembra molto deteriorata rispetto al E3 del 2013, anzi, sembra essere parecchio fedele ad essa. Il gioco inspiegabilmente gira con un frame-rate minore (35-40) diminuendo la qualità grafica, oltretutto con la grafica al minimo presentava alcuni Bug di collisione con gli oggetti, tanto da farci cadere inspiegabilmente dalla mappa fino a farci morire, mentre, una volta alzata tutti le impostazioni grafiche il frame rate si gira su un minimo di 75 frame a picchi di 90 frame. Subito ci colpiscono le alte possibilità di personalizzazione delle armi e del personaggio, dall’aspetto grafico alle statistiche dei componenti aggiuntivi.

The Division

Le varie aree della città sono divise per difficoltà determinate dal livello del nostro personaggio. Girovagando per la città è possibile incontrare casualmente gruppi di sciacalli di dimensione variabili (dai due fino a più di una decina) che ci attaccheranno a vista, componente integrata molto bene nonostante gli standard degli MMO. Nella Beta non abbiamo visto quest secondarie accettabili dall’utente ma solo missioni attivate automaticamente entrando in una determinata area. La dark zone, una zona in cui è possibile scontrarsi con altri player e nemici più forti della normale zona single player, si è dimostrata un ottima trovata e molto ben studiata, ovviamente questa zona risulta molto rischiosa da esplorare in solitaria, ma con un po’ di bravura si riesce a sopravvivere e a godersi una bellissima esperienza. Nella DarkZone, essendo così “pericolosa”, è possibile trovare materiale più raro e potente, a patto che si porti fuori da quella zona tramite un’estrazione con un aereo, in una determinata zona d’atterraggio visibile a ribelli e altri giocatori.

I combattimenti sono ben bilanciati, come in ogni MMO il sistema a livelli prevale sulla bravura che solitamente caratterizza gli sparatutto privi del sistema PTW “Pay To Win”, ma in The Division il sistema è ben equilibrato, infatti è possibilissimo abbattere un bersaglio di 3, 4 livelli superiore, ovviamente con maggior difficoltà rispetto ad uno con un livello pari. Il sistema di movimento è ben studiato ma presenta qualche problema con alcuni movimenti rapidi durante il combattimento. Bello il sistema di skills cambiabili velocemente anche durante un combattimento.

The Division

Infine,  l’intelligenza artificiale è ben programmata ed è capace di mettere in difficoltà anche i giocatori più esperti per esempio i ribelli non avendo un schema d’attacco dovrebbero essere molto confusionali, infatti sono confusionali ma quasi mai uguali alla volta precendente. Il cecchino però perde un po’ di stile essendo che mirando con l’ottica la visuale rimane in terza persona. Un altro difetto a nostro parere è che la presenza dello scudo comporta l’utilizzo esclusivo dell’arma da fianco (solitamente la pistola) riducendo i danni fattibili con lo scudo e quindi esponendoci ad un pericolo quando lo scudo quando finisce la durabilità. Oltre a quelli già segnalati, sono comparsi altri Bug durante le partire: una volta è capitato che al richiamo di un elicottero, la pistola lanciarazzi fosse invisibile, mentre un’altra volta abbiamo avvistato un giocatore che correva senza arma e l’arma svolazzava liberamente attorno al giocatore a diversi metri di distanza da essi.

Insomma, a noi la beta ci è piaciuta veramente tanto, Ubisoft ha sorpreso tutti per la qualità di questo prodotto, soprattutto per quanto riguarda la grafica. Idee originali e un po’ azzardate, con un margine di miglioramento comunque ancora ampio. Confidiamo molto nella versione definitiva, potrà diventare un buon passatempo per gli amanti del genere. Se volete preordinarlo, trovate qui la possibilità di farlo direttamente su Amazon.

A distanza di pochi giorni dalla fine della Closed-Beta (di cui siamo siamo stati tra i pochi fortunati a provarla) ci pronunciamo riguardo a The Division, disponibile per il preordine anche su Amazon: l’ultimo gioco ancora in forno della saga di Tom Clancy’s.

Innanzitutto per chi non lo conoscesse, The Division è uno sparatutto in terza persona, con utenza mondiale unita in un unico server o pochi sotto server, solitamente divisi per posizione del giocatore Open World ambientato a New York dominata dal Caos a causa di un epidemia diffusa durante il “Black friday” che ha causato milioni di morti. Voi siete un membro della SHD (Strategic Homeland Division) incaricata di riportare in ordine New York e scoprire chi ha causato il virus.

Solo la beta del gioco pesa 21 GigaByte e conteneva una piccolissima parte del gioco, quindi suppongo che il peso finale del gioco sia molto maggiore, augurandoci sia pieno di nuovi contenuti.

Premettiamo che un nostro terminale, era provvisto di un Intel Core I3- 3230T da 2.8 GHz e una Asus NVidia GTX 970 STRIX  mentre The Division richiede come minimo un Intel Core I5, nonostante ciò il gioco girava con tutti i dettagli al massimo a 85-75 FPS senza cali di prestazioni.

Il gioco inizia con la schermata per la creazione del personaggio, molto ridotta all’osso per via della beta anche se le opzioni lasciano intravedere grandi possibilità di personalizzazione. Il gioco ci presenta un piccolo video di introduzione e di trucchi per ambientarsi e sopravvivere nel mondo di gioco, subito dopo ci butta nella mischia in una zona neutra con tutti gli altri giocatori. Una volta usciti dal campo di inizio il gioco diventa SinglePlayer a meno che non si sia in Cooperativa con uno più amici in party. La grafica non sembra molto deteriorata rispetto al E3 del 2013, anzi, sembra essere parecchio fedele ad essa. Il gioco inspiegabilmente gira con un frame-rate minore (35-40) diminuendo la qualità grafica, oltretutto con la grafica al minimo presentava alcuni Bug di collisione con gli oggetti, tanto da farci cadere inspiegabilmente dalla mappa fino a farci morire, mentre, una volta alzata tutti le impostazioni grafiche il frame rate si gira su un minimo di 75 frame a picchi di 90 frame. Subito ci colpiscono le alte possibilità di personalizzazione delle armi e del personaggio, dall’aspetto grafico alle statistiche dei componenti aggiuntivi.

The Division

Le varie aree della città sono divise per difficoltà determinate dal livello del nostro personaggio. Girovagando per la città è possibile incontrare casualmente gruppi di sciacalli di dimensione variabili (dai due fino a più di una decina) che ci attaccheranno a vista, componente integrata molto bene nonostante gli standard degli MMO. Nella Beta non abbiamo visto quest secondarie accettabili dall’utente ma solo missioni attivate automaticamente entrando in una determinata area. La dark zone, una zona in cui è possibile scontrarsi con altri player e nemici più forti della normale zona single player, si è dimostrata un ottima trovata e molto ben studiata, ovviamente questa zona risulta molto rischiosa da esplorare in solitaria, ma con un po’ di bravura si riesce a sopravvivere e a godersi una bellissima esperienza. Nella DarkZone, essendo così “pericolosa”, è possibile trovare materiale più raro e potente, a patto che si porti fuori da quella zona tramite un’estrazione con un aereo, in una determinata zona d’atterraggio visibile a ribelli e altri giocatori.

I combattimenti sono ben bilanciati, come in ogni MMO il sistema a livelli prevale sulla bravura che solitamente caratterizza gli sparatutto privi del sistema PTW “Pay To Win”, ma in The Division il sistema è ben equilibrato, infatti è possibilissimo abbattere un bersaglio di 3, 4 livelli superiore, ovviamente con maggior difficoltà rispetto ad uno con un livello pari. Il sistema di movimento è ben studiato ma presenta qualche problema con alcuni movimenti rapidi durante il combattimento. Bello il sistema di skills cambiabili velocemente anche durante un combattimento.

The Division

Infine,  l’intelligenza artificiale è ben programmata ed è capace di mettere in difficoltà anche i giocatori più esperti per esempio i ribelli non avendo un schema d’attacco dovrebbero essere molto confusionali, infatti sono confusionali ma quasi mai uguali alla volta precendente. Il cecchino però perde un po’ di stile essendo che mirando con l’ottica la visuale rimane in terza persona. Un altro difetto a nostro parere è che la presenza dello scudo comporta l’utilizzo esclusivo dell’arma da fianco (solitamente la pistola) riducendo i danni fattibili con lo scudo e quindi esponendoci ad un pericolo quando lo scudo quando finisce la durabilità. Oltre a quelli già segnalati, sono comparsi altri Bug durante le partire: una volta è capitato che al richiamo di un elicottero, la pistola lanciarazzi fosse invisibile, mentre un’altra volta abbiamo avvistato un giocatore che correva senza arma e l’arma svolazzava liberamente attorno al giocatore a diversi metri di distanza da essi.

Insomma, a noi la beta ci è piaciuta veramente tanto, Ubisoft ha sorpreso tutti per la qualità di questo prodotto, soprattutto per quanto riguarda la grafica. Idee originali e un po’ azzardate, con un margine di miglioramento comunque ancora ampio. Confidiamo molto nella versione definitiva, potrà diventare un buon passatempo per gli amanti del genere. Se volete preordinarlo, trovate qui la possibilità di farlo direttamente su Amazon.

The Division: provata l’ultima fatica Ubisoft

Giovanni Sganga

Giovanni Sganga

Secondo articolista di D-25. Si interessa a tutto ciò che è tecnologico, in particolare al lato Hardware e al mondo degli Smartphone e altri SO.

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